SeriAprocessO: l’analisi calcistica di Pont’i carta

SeriAprocessO

L’ottava giornata di campionato ci ha dato diverse indicazioni. Una su tutte: questo Napoli non è solo e semplicemente bello. Non è solo e semplicemente vincente, perché si rifugia nella grande forza del suo gioco. Questo Napoli sa soffrire, sa vincere pur non creando tantissimo come da consuetudine. Alcuni numeri: 8 vittorie su 8 in campionato, prima vittoria per 1 a 0. Il Napoli non può più nascondersi. Unica pecca resta un organico (soprattutto in avanti) dove la coperta sembra essere eccessivamente corta. I detrattori indicano anche una preparazione anticipata nei tempi come motivo di tanta brillantezza. “Il Napoli è destinato a calare” dicono. Non possiamo saperlo, intanto vetta solitaria (in attesa di Napoli-Inter di sabato prossimo) e complimenti a Sarri, unico, vero grande maestro di calcio della nostra Seria A. BELLO E VINCENTE!

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Capitolo INTER: la squadra di Spalletti è tanto fortunata quanto cinica e concreta. Però, va detto, la squadra nerazzurra è molto fisica e solida, e la fortuna bisogna saperla conquistare. E poi Icardi è un fenomeno, un top player che sposta (lui sì, altro che Bonucci), gli equilibri del campionato. Dilemma: troppo spesso baciata dalla Dea bendata e dal meno bendato (ci vede benissimo) Samir Handonovic. Durerà? Per quanto tempo ancora? Di sicuro c’è una classifica ottima e dei risultati da cui ripartire, in attesa del bel gioco. E se l’Inter vincesse contro il Napoli e non si fermasse più? Non ha le coppe, ha forse l’unico bomber del campionato che può garantire ad ogni nastro di partenza 20 goal, ha un allenatore che conosce perfettamente il campionato. E poi ha un fuoriclasse. ALT non è TRIcardi. Si chiama, per dirla con Spalletti, CAZZIMMA.

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Capitolo JUVENTUS: la caduta della Vecchia Signora tra le mura amiche ha fatto rumore. Ancor di più l’ennesima prestazione incolore di mister 90 milioni (non dimentichiamolo) Higuaìn e del gioiello bianconero Paulo Dybala. La sensazione è che tra chi reputa la Juve alla fine di un ciclo e chi la reputa ancora molto più forte delle altre, la verità stia nel mezzo. Ossia: la Juve resta la squadra più forte, per organico e società, del nostro campionato. Semplicemente non è superiore di molto al Napoli di Maurizio Sarri. I perchè possono essere tanti. Una Juve meno motivata e sicuramente ancora da registrare (soprattutto nell’inserimento dei nuovi, a discapito di un Napoli che non ha cambiato nulla ed anzi, ha acquisito più consapevolezza e mentalità. Rimane comunque la consapevolezza che sia sempre la Juve(insieme al Napoli) la squadra da battere per il tricolore. Mister Allegri dispone di uno squadrone, soprattutto dalla metà campo in su (farebbe bene a trovare in fretta la quadra difensiva, se è vero, come dice, che vince chi ha il miglior pacchetto arretrato) e dispone dell’unico vero fuoriclasse della Seria A. Se ne possono dire di tante, anche alla luce dei due rigori che hanno costato tanto alla Vecchia Signora, ma Dybala è l’unico fuoriclasse del nostro campionato. DA REGISTRARE

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Subito dietro le tre (almeno per ora) apparenti pretendenti alla corsa scudetto ci sono Lazio, Roma e molto più indietro il Milan. La Lazio di Simone Inzaghi è la vera rivelazione del campionato. Dopo le partenze di Keita e Bigli,a tante erano le incognite. Senza Felipe Anderson il fratello di Pippo si è inventato un Luis Alberto versione Iniesta. Assist man e vero collante tra centrocampo e bomber, Ciro Immobile. Ah, a proposito: numeri pazzeschi per l’attaccante campano (11 gol in 8 di campionato, 15 stagionali) L’obiettivo dichiarato è quello di rimanere nelle zone alte della classifica. Noi ci sbilanciamo. Con un Immobile così e l’innesto di Anderson la Lazio lotterà per la zona Champions fino all’ultimo respiro. Uguale sensazione per la Roma di Di Francesco, quinta con 15 punti e una gara in meno. Soltanto due sconfitte (immeritate) con Inter e Napoli, la squadra giallorossa sembra aver sposato le idee del tecnico ex-Sassuolo. Aver ritrovato Florenzi sarà importante, come peserà l’assenza di Manolas. La sensazione è però che anche la Roma sarà li per un posto nell’Europa che conta. Svanisce invece questa sensazione quando si parla del Milan. I perché della disfatta milanista vanno ricercati in estate. Nel Milan risiedono poche idee e quelle che ci sono sono dettate dalla fretta e confuse. Tanti soldi spesi per rivoluzionare una squadra fatta di tanti buoni elementi ma di nessun top player. Va dato anche tempo a Vincenzo Montella, ma anche il tecnico ha mostrato scarsa lucidità. Suso seconda punta (perché non esterno a destra che quando punta la porta è micidiale) è uno spreco assurdo. Perché l’evanescente Calhanoglu a discapito di un sempre ottimo Bonaventura? Perché un modulo (3-5-2) che penalizza i tanti uomini di fantasia di questo Milan (appunto Suso, Bonaventura, Andrè Silva)? Perché insistere con questo modulo, nonostante l’infortunio di Conti (Borini adattato è un ripiego)? E perché dare un ruolo così mediaticamente e anche in campo esposto al signor Bonucci, uomo sì di enorme personalità, ma anche uomo capace di “distruggere” uno spogliatoio (Allegri ne sa qualcosa). Urge cambio di passo, il Milan deve ripartire dalle idee (buone ma confuse ritorno 4-3-3) di Montella e dai suoi uomini di maggiore tecnica.

Il resto del campionato ci offre una grande Sampdoria, figlia di un altro piccolo maestro di calcio di periferia, ossia Marco Giampaolo. Ci offre un Chievo al solito solido e concreto, un Torino sempre e comunque a metà dal diventare “grande”. Una buona Fiorentina, in ripresa dopo un inizio difficile e un Genoa rivitalizzato che fa il colpaccio di giornata in quel di Cagliari. Quest’ultimo sempre più in crisi insieme e a Sassuolo, Spal e Udinese. Rischiano Rastelli e Delneri, al riparo Semplici. Sempre vivo il Crotone di Nicola, avversario ostico tra le mura amiche.

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PROTAGONISTA POSITIVO: Non è Mauro Icardi il protagonista positivo della nostra settimana. L’uomo del weekend è Ciro Immobile, capace di un’impresa per noi ben più difficile di quella altrettanto fantastica del bomber argentino. Doppietta alla Juve all’Allianz Stadium, dove la Juve non perdeva da più di due anni. Vittoria biancoceleste a Torino dopo 14 anni (2003) e vetta solitaria tra i marcatori del campionato (11 goal – 15 in stagione, top nella classifica europea).

PROTAGONISTA NEGATIVO: il protagonista negativo dell’8 di Seria A è la tifoseria del Crotone. Dopo aver regalato momenti di sport bellissimi, questa volta la tifoseria pitagorica delude, inneggiando cori antisemiti e insulti contro l’allenatore serbo del Torino Sinisa Mihailovic. Ci auguriamo di non dover più commentare episodi del genere.

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SORPRESA: la sorpresa di giornata è Cyril Thereau. Doppietta alla sua ex squadra per l’attaccante francese, troppo in fretta liquidato dalla società friulana che si ritrova adesso affossata nella lotta salvezza. Questo Cyril avrebbe sicuramente fatto comodo, molto più di un Maxi Lopez qualsiasi.

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Francesco Martino

 

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