MDLXVIII (1568) – Madonna con Bambino

Che il culto mariano pervada da secoli tutto l’Aspromonte è cosa risaputa. Meno conosciuto però è il patrimonio scultorio rinascimentale che le nostre chiese conservano. Da Seminara a Bagaladi, da Bova a Sinopoli, l’eredità dei mastri scultori del ‘500 aspetta silente di essere valorizzata appieno.

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Nel comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte, precisamente nella chiesa della Madonna delle Grazie (sì, quella comunemente chiamata chiesa di San Cosmo e Damiano, nel vecchio abitato), si può ammirare una statua del 1568 di Giuseppe Bottone (1539-1574), scultore messinese della cerchia montorsoliana, allievo e collaboratore di Martino Montanini.

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La presente statua potrebbe essere attribuita al Bottone grazie ad un presunto atto notarile. Viene spesso citato nelle fonti online e da esso risulta che il Bottone, nel novembre 1568, si sarebbe impegnato ad eseguire una Madonna col Bambino destinata a Santo Stefano d’Aspromonte, avendo come modello proprio la scultura di Sant’Eufemia d’Aspromonte. I committenti del piccolo borgo aspromontano gli chiesero di scolpire una Madonna “di la grandizza, lavoro et perfettione con admegloranza di un’altra imagini quali questi tempi passati ha fatto alo casali di Sancta Efimia parcium Calabrie”.

La statua alta un metro e mezzo, in marmo di Carrara, si trova sul lato destro della suddetta chiesa, tra due meravigliosi stemmi marmorei della famiglia Ruffo di Sinopoli. La Madonna viene raffigurata mentre regge in braccio il Bambino, il quale stringe nella mano destra delle spighe di grano, simbolo di abbondanza e di dono divino.

Alla base, in posizione frontale, è ben evidenziato l’anno di consegna dell’opera, MDLXVIII (1568), mentre ai lati trovano spazio gli stemmi dei Ruffo, caratterizzati da tre conchiglie sopra una corona. Si narra che in passato l’opera sia stata sottoposta a restauro in seguito ad una caduta provocata da un terremoto. Nella circostanza sarebbero state riattaccate entrambe le teste ornate con due corone.

L’opera rientra a buon diritto tra i capolavori del rinascimento aspromontano e si configura quale elemento di primo ordine del nostro patrimonio paesano, da conoscere e tutelare. Si propone inoltre un evento culturale nel 2018, anno in cui la statua compirà 450 anni. Festeggiamo quindi questo pezzo della nostra storia, testimone del nostro passato.

Foto e testo di
Freedom Pentimalli

Per saperne di più:

http://www.circoloculturalelagora.it/beniculturali05.htm

http://nodomain3fd0552e-d5c.board24.linux.kolst.it/la-madonna-della-grazia-in-santeufemia-daspromonte/

http://db.histantartsi.eu/web/rest/Opera%20di%20Arte/556

COSA VEDERE A SANT’EUFEMIA D’ASPROMONTE

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