Il femijoto al voto

Da quando ho memoria, metà anni novanta, non ricordo una tornata elettorale con tre candidati a sindaco con simili possibilità di vittoria. Tanto Creazzo, quanto Forgione e Saccà, se la giocano sul filo del rasoio, ogni voto sarà determinante. Si è, quindi, di fronte ad una profonda divisione. A mio avviso è un bene: ogni lista avrà la possibilità di radicalizzare il proprio programma, senza doverlo sacrificare al tavolo dei mille interessi e dei diecimila compromessi. Chi ne uscirà vincitore avrà ampi spazi di azione politica.

Domenico Creazzo

Data l’importanza cruciale di queste elezioni comunali, ritengo opportuno spendere quattro parole al riguardo. Non parlo, però, ai candidati a sindaco ed alle liste, bensì ai femijoti che hanno la pazienza di leggere, per quanto vorrei essere ascoltato soprattutto da chi quella pazienza non ce l’ha.
Un sindaco da solo, chiunque esso sia, non cambia la realtà, per quanto preparato possa essere, per quanto entusiasmo possa metterci, per quanta esperienza possa avere. Nell’ufficio del sindaco possiamo far sedere una gallina, se poi però ognuno di noi si fa carico e si prende cura del destino della nostra terra. Se su quella poltrona mettiamo un nuovo Alcide De Gasperi convinti che risolva tutto e ognuno continua a fottere la propria terra come se non ci fosse un domani, allora non abbiamo speranza.
Delegando gli altri cediamo responsabilità, è un meccanismo del nostro sistema democratico. Ma ciò non toglie a nessuno la possibilità di fare nel proprio piccolo il bene del proprio paese. Senza bandiere, senza bande e senza paparijarsi: l’Aspromonte ci fa da madre con i suoi frutti ed anche da figlio, poiché subisce le nostre belle o brutte vicende esistenziali, non deve farci anche da specchio, così, mi vidimu quantu simu bbelli!
Chiunque avrà dall’11 giugno l’onore di guidare Sant’Eufemia d’Aspromonte per i prossimi 5 anni andrà supportato, aiutato nelle scelte difficili. Siamo una terra troppo martoriata per vivere di lamentele quotidiane. Il circolo vizioso/virtuoso è sempre lo stesso: di fronte a una cosa che non ci piace o ci si lamenta o la si cambia. La terza via non c’è. Cambiamo assieme ciò che non va, quindi, senza chiederci cosa il candidato Tizio o l’assessore Caio possa fare per noi, ma cosa noi possiamo fare per la nostra terra, perché non bisogna essere assessore per amarla e nemmeno sindaco per prendersene cura: se non ci credete, chiedete alle nostre associazioni e chi vi ha sempre preso parte.
Dopo l’11 giugno bisognerà essere più uniti di prima, comunque vada. Buon voto a tutti.

Freedom Pentimalli

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