La bella e la bestia

In una Sant’Eufemia lesa e rasa moralmente al suolo, per via degli ultimi fatti di cronaca accaduti, vincente è stato il contributo di chi non si è arreso nemmeno alla pioggia e alle avverse condizioni meteo degli ultimi giorni. Vincente è stato nuovamente, e lo sottolineo, il contributo di un gruppo di giovani e talentuosi amici oltre che, ormai da quasi 10 anni, pezzi di cuore, i quali hanno preso parte ad un corteo colorato, prima tra le strade della nostra riverente cittadina e poi in marcia verso Palmi per partecipare ad una nuova edizione del Carnevale, che li ha visti protagonisti nelle vesti de “La bella e la bestia”.

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Due giorni di immensa gioia che hanno ripagato il duro impegno, le notti insonni, le intemperie e gli imprevisti dell’ultimo momento, accompagnati da profondi istanti di commozione legati al ricordo di Maria Concetta, una Grande Amica, scomparsa prematuramente, a cui è stato rivolto un pensiero costante nelle ultime settimane, oltre che la dedica di una targa contenente le testuali parole “un sorriso non smette mai di splendere se mette radici nel cuore di chi resta”.
È importante ricordare e farsi ricordare per quanto di bello accade e se promuovere un’iniziativa del genere aiuta a rendere più felice l’animo di grandi e piccini è ancora più bello. Sono stati questi gli obiettivi che hanno portato alla buona riuscita della festa in maschera, perché ricordiamolo, Sant’Eufemia non è solo la mela acerba che cade dall’albero ma il soave profumo di chi, con enorme dedizione, si apre costantemente al mondo con il suo piccolo ma grande cuore.
Tuttavia, l’imponente figura della bestia, quella della leggiadra Belle, del carismatico potere di chi, pur essendo un oggetto inanimato nella realtà (tovaglioli, piatti, tazzine, armadi, orologi e teiere), riesce solo, e ahimè, nelle favole a consolidare una storia piena di ostacoli e di controversie – fino a giungere al “e tutti vissero felici e contenti”, – ha capeggiato la voglia immensa di percorrere il podio e classificarsi (in piazza primo Maggio) terzi, con ammirazione ed orgoglio, grazie ad un originale carro allegorico che pone, davanti ai gradini del castello, una rosa brillante e piena di vita che, anticamente, vista anche come il frutto dell’Amore di Venere per Adone, rappresenta il forte intreccio tra la perfezione, la passione e l’infinito.
Nasce con il premuroso intento e l’infima speranza di non mollare mai di fronte a niente l’idea di lavorare a questo tema, che ha debuttato al suo nuovo appuntamento grazie alla piena e costante offerta degli stessi membri e di una comunità la quale porta alto il nome di un paese che ha bisogno di aprirsi e dimenticare le aberranti conseguenze di gesti vili e cinici.

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Si ringraziano per le foto, Elena Altavilla, Irene Morello e il gruppo Angel & Devil. Ne è loro ogni merito per la cortese disponibilità e autorizzazione.

Gresy Luppino

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