Katia Colica – Ancora un motivo per restare

colicaAncora una scusa per restare di Katia Colica (Città del sole Edizioni) è un libro che non ti aspetti. Parla di Reggio Calabria, ma le tematiche che affronta è facile riscontrarle in molte altre città. Più che parlare di Reggio, queste pagine fanno parlare la città stessa. Ma quale Reggio? È qui che sorprende, perché la voce narrante in prima persona viene da persone che una voce non ce l’hanno mai avuta o, se ce l’hanno avuta, difficilmente qualcuno è stato lì ad ascoltarla.
Una famiglia cinese non integrata, un’anziana nella solitudine delle sue fatiche, una giovane sfinita da un lavoro precario, una madre serba con due figli che chiede l’elemosina, un ragazzo sulla sedia a rotelle, una ragazza celiaca, una prostituta polacca, un senzatetto reggino, un venditore di rose bengalese, una coppia poverissima ma felice, le giovani generazioni e l’alcol e chi l’alcol glielo vende.
L’autrice si muove nell’arco di una notte “intervistando” questi mondi. Le loro parole ci restituiscono un’immagine di Reggio con gli occhi dell’Altro, che fanno il punto sugli aspetti negativi della città, anche se ognuno di loro offre una piccola finestra di bellezza: valga come esempio la poeticità dell’immagine del cielo che si rispecchia nel mare che la prostituta osserva mentre aspetta il suo prossimo cliente.
L’ultima storia, alle prime luci dell’alba, riguarda dei ragazzi che fanno break dance e che cercano di crearsi uno spazio dove coltivare la propria diversità in una città che non ha orecchie per chi è diverso. Si tratta di una narrazione con dentro più speranza, rabbia incanalata in resistenza, e tenacia rispetto alle altre scene, forse perché il buio è alle spalle e un nuovo giorno si fa strada. Direi che questa è la storia cruciale: questi ragazzi che vanno a pulire lo spazio dove balleranno non sono degli esibizionisti, hanno una passione e la voglio condividere (e non con un cellulare). Si dicono aperti, vogliono comunicare con gli altri, sperano che qualcuno si fermi a parlare con loro, invece di ricevere solo insulti. Quest’ultima storia invoca la socializzazione e la comunicazione tra persone, mentre nelle altre scene si riscontra sempre un certo grado di incomunicabilità (“I marciapiedi sono solo marciapiedi” ormai, non più luoghi di incontro).

Fortino di sera

Al di là di Reggio Calabria, il tema dell’asocialità delle nuove generazioni rispetto al passato è un cambiamento dettato da molti fattori, sia dalle nuove tecnologie sia dai modelli che i media ci propugnano come vincenti, come l’uomo Denim, quello che “non deve chiedere mai”, per cui basta profumarsi a dovere, vestirsi bene e stare fermo come un palo nella propria sterile bellezza finché, anche per sbaglio, non si riesce a conoscere una ragazza. Questa piaga influenza anche la vita reggina e dall’asocialità nasce poi quella che Katia Colica chiama la “subcultura dello sballo”, che consiste nel riempirsi di superalcolici senza goderseli. Non si sta più insieme per bere, ma si beve per stare insieme, l’alcol è ormai il collante.
Il libro poteva facilmente scivolare in un facile moralismo, ma se ne salva. Sono diversi i personaggi adulti che ammettono un certo grado di responsabilità su quanto accade oggi ai giovani, è come se la catena generazionale abbia subìto uno strappo e le ultime generazioni non guardino più alle precedenti ma solo in avanti, perché quelle precedenti non fungono da modelli appetibili.
Si tratta di un testo con una funzione di denuncia sociale, ognuno dovrebbe aprire gli occhi sulle realtà che tratta e lo stile della scrittrice rende persino piacevole affrontare temi così dolorosi, grazie a momenti squisitamente poetici. Chiunque potrebbe chiedersi se questo libro ami od odi Reggio Calabria. Io credo che entrambi gli elementi tolgano spazio al vero male: l’indifferenza. La scrittrice “odia” vedere la sua città in questo stato e mette insieme un lavoro capace di focalizzarne i problemi. A ben vedere, è l’amore più genuino che una città possa aspettarsi da una figlia che ha deciso di non abbandonarla.

Freedom Pentimalli

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