Chi è l’artigiano? Mastro Pino e i suoi capolavori

Quante volte abbiamo sentito parlare del famoso”Made in Italy”? Quante volte l’artigianato italiano ha reso orgogliosa la nostra Nazione e le nostre regioni? Bene, un grande contributo a tale orgoglio e dunque alla storia dell’artigianato locale lo si deve senza dubbio ai tanti artigiani che per anni hanno operato in questo settore, attraverso la valorizzazione dei prodotti calabresi e della loro tradizione. D’altra parte, l’artigianato calabrese è rappresentato proprio dall’espressione di tradizioni antiche e di lavorazioni influenzate dalla nostra storia e cultura. Da quella grecanica e bizantina, fino a quella barocca e contadina. Sono tanti i prodotti che gli artigiani calabresi hanno trasformato e trasformano in veri e propri capolavori artistici e ornamentali: vasi e brocche in terracotta, stoffe con disegni in stile neoclassico e barocco, mobili in legno di Ulivo lavorati a mano. Ma anche ricami e tessiture, con le famosissime “doti” che ogni mamma donava alla propria figlia prima del matrimonio. E poi, come non pensare alla produzione delle pipe. Le pipe artigianali calabresi sono conosciute ovunque. Esse sono prodotte solitamente attraverso una dura lavorazione del legno di Noce o di Ulivo. Si pensi alle pipe di Brognaturo, paesino in provincia di Vibo Valentia, dove si realizzavano le pipe che fumava il compianto presidente della Repubblica Sandro Pertini. E ancora, si può fare riferimento anche a paesi a noi più vicini, come Scido, Delianuova e Cosoleto, che vantavano una grande produzione di pipe artigianali su tutto il territorio della Piana. Si tratta di veri e propri pezzi storici del nostro artigianato, prodotti talvolta anche molto costosi (tessuti in seta ricamati in stile barocco o mobili di legno di Ulivo sono oggi costosissimi), di cui però si sono perse un po’ le tracce. Difatti, molti di questi prodotti non si riescono più a trovare, in quanto molto spesso i giovani che si avvicinano a questo mondo sono pochissimi. A ciò ha contribuito in buona parte anche la crescita dell’economia industriale, più veloce e anche più sbrigativa di quella artigianale, dove le parole d’ordine sono spesso pazienza e perseveranza nel lavoro. Tuttavia, rimangono ancora oggi esempi di artigiani e di veri e propri maestri dell’artigianato che continuano nella loro opera in maniera brillante, seppur come occupazione di svago e di passatempo.

"La mano è la finestra della mente"(Immanuel Kant)
“La mano è la finestra della mente”(Immanuel Kant)

Tra questi c’è “Mastro Pino Luppino”. Volendo sfruttare l’occasione dei Mercatini di Natale che si svolgeranno domenica 13, siamo andati a trovare “Mastro Pino” e i suoi capolavori. E’ soprattutto la lavorazione del legno l’impegno principale di Mastro Pino, in maniera particolare quella dell’Ulivo e del Castagno. I prodotti sono tantissimi e alcuni davvero impensabili per la nostra epoca: si va dalla produzione di vasi e calici a quella di pedoni per scacchiere. Dalla produzione di penne e matite rigorosamente in legno di Ulivo, ai vecchi e straordinari “palorgi”. Chi di noi, anche lontanamente non si è cimentato nel giocare con un “palorgiu”? Per chi non lo sapesse, i “palorgi” sono delle vere e proprie trottole in legno. Avvolto nella cosìdetta “lazzata”, il “palorgiu” veniva usato perlopiù dai bambini per giocare. Erano tantissimi i giochi: alle volte due o più giocatori mettevano al centro di un cerchio una moneta, la quale doveva essere colpita e buttata fuori. Chi ci riusciva, solitamente aveva il diritto di distruggere il “palorgiu” dell’avversario. O anche semplicemente tirandoli a terra in maniera violenta con una secca tirata della” lazzata”, aspettando che il tuo “palorgiu” finisse di girare dopo di tutti gli altri e vincere. Con i “ palorgi” “Mastro Pino” si è letteralmente sbizzarrito. Troviamo delle trottole bellissime, anche con forme del tutto particolari, come quelle con i funghi o quelle con l’anello nel mezzo. La produzione di tutti questi prodotti artigianali passa dalla lavorazione del legno attraverso l’uso del tornio e soprattutto attraverso l’abilità delle mani.

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Il nostro “Mastro Pino”.

Ciò che realizza “Mastro Pino”, non è solamente frutto di passione, ma anche frutto di una grande determinazione e pazienza nel lavoro. La grande attenzione nei dettagli, la cura nella lavorazione del legno e nella sua manipolazione, ma anche la minuziosa ricerca del legno giusto da poter lavorare, unite alla dedizione e all’impegno costante e quotidiano, sono le caratteriste fondamentali e imprescindibili per un lavoro di successo come quello di “Mastro Pino”. Caratteristiche queste, delle quali il mondo dell’artigianato è emblema forse più esplicativo. La capacità di stimolare la creatività del pensiero attraverso la possibilità di dare forma alla materia, il forte legame che lega l’artigiano alla natura che gli offre la materia stessa, oltre che l’abilità di far venire fuori personalità e fantasia, sono valori insiti e fondanti della cultura artigianale. La possibilità di conciliare queste attività, anche attraverso la ripresa di vecchi mestieri, con la cultura odierna della produzione industriale, esiste. Esiste soprattutto nei nostri piccoli paesi, dove le tradizioni popolari si tramandano con più forza da padre in figlio, e dove la capacità d’influenza del prodotto commerciale e del consumo industriale è più bassa rispetto alle grandi città. Questa è una ricchezza che noi abbiamo il dovere di valorizzare, attraverso l’incentivazione morale e anche economica all’avviamento di attività di questo tipo. Molti giovani non solo potrebbero esprimere la loro personalità e le loro doti, ma anche trovare l’occasione giusta per un’opportunità lavorativa.

Penne e matite in legno di Olivo e d Castagno.
Penne e matite in legno di Ulivo e d Castagno.

L’esempio di “Mastro Pino” deve essere da stimolo. Quello che una volta rappresentava una ricchezza sotto tutti i punti di vista, per molto tempo è stato messo da parte, catalogato come vecchio e non al passo coi tempi. Senza capire invece, che là risiedevano le nostre radici e la nostra storia. Ma anche, senza capire che quello che ieri ci sembrava attempato, oggi è nuovamente il futuro. Basti pensare che anche le banche oggi cercano sempre di più start up legate a mestieri tradizionali, al fine di renderle anche più aperte all’innovazione e ai mercati internazionali. E poi, in tempi di crisi quali quelli che viviamo, il lavoro non si cerca, ma si crea. E chi, meglio di un artigiano riesce a crearlo?

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I famosi”Palorgi”.

Francesco Martino

 

 

 

 

 

 

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