Quale spazio per l’arte?

Da un po’ di tempo mi chiedo quali potenzialità artistiche possa avere la nostra zona. E mi riferisco principalmente alla pittura e all’artigianato, poiché mi sembrano presi in minor considerazione un po’ da tutti. A ben vedere altre forme d’arte trovano spazio nella nostra realtà, dalle rappresentazioni teatrali ai saggi di danza, dai cori delle parrocchie ai gruppi folkloristici, fino al mondo della sartoria e della moda. Ma per il resto? Siamo sicuri che non ci possa essere spazio per altro?
Per quanto riguarda l’artigianato faccio riferimento in particolare al mondo dell’intaglio e della lavorazione del legno, attività molto diffusa un tempo nel nostro territorio: basta infatti volgere lo sguardo verso un passato non molto lontano e che ci appartiene per non dover importare nulla dall’esterno. Ebbene, nell’ambito della “falegnameria” credo che ci siano delle opportunità, ma bisogna trovare il modo di sfruttarle!

Falegnameria

Vorrei far notare che è ancora possibile fare tesoro della conoscenza e dell’esperienza dei nostri falegnami, dei loro strumenti e dei loro trucchi del mestiere, prima che tutto si perda con la scomparsa dell’ultimo mastro! Quindi faccio una domanda, che è in sé una proposta, se viene recepita:

Non è il caso di trovare dei fondi, anche minimi, per creare dentro una falegnameria (esistente o da allestire) dei corsi formativi a prezzi modici di lavorazione del legno?

Ci guadagnerebbero qualcosa i pochi falegnami rimasti e, soprattutto, molti ragazzi a spasso potrebbero avviarsi ad un mestiere. Un mestiere, tra l’altro, che sta vedendo una riscoperta in molte regioni del nord.

Porte pinte
Porta della casa di Saverio Strati

Con la pittura ci troviamo invece in un mondo che la nostra tradizione locale non ha molto coltivato nei secoli (se mi sbaglio vi prego di correggermi, ma credo sia così). Ma ciò non significa che non ci possano essere possibilità anche per questa forma d’arte giù da noi, anzi!
Questa mia riflessione nasce proprio da un articolo di InAspromonte riguardo un’iniziativa messa in atto a Sant’Agata del Bianco dall’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria. Lungo le stradine del paese dell’Aspromonte orientale ormai spopolato gli studenti dell’Accademia hanno dipinto alcune porte delle case ispirandosi alle opere letterarie di Saverio Strati, scrittore del luogo: ne è venuto fuori un percorso artistico che non ha nulla da invidiare ai quartieri delle grandi città dove si pratica la streetart; anzi, la cornice aspromontana offre un’esperienza assolutamente indimenticabile, che le grandi città invece si sognano!

Porte pinte 3   Porte pinte 2

Si tratta di fare un salto di qualità e passare dai “tag” o dai “ti amo papareja” (in riferimento al quale vi invito calorosamente a vedere questo video dell’ex sindaco di Salerno) a qualcosa di più bello. Sono certo che sono molti i giovani e meno giovani con il talento del disegno nella nostra terra, quindi perché lasciare il vostro talento chiuso nel vostro pugno? Trovate spazi (magari vostri, così nessuno si lamenta), muri, porte, finestre, alberi e ispiratevi alle “porte pinte” di Sant’Agata del Bianco! Sono convinto che rendereste meno monotona la nostra realtà fatta dell’arancione dei mattoni o del grigio, se va di lusso, degli intonaci. L’invito, lo specifico, non è “imbrattate tutto”. Ma, se avete talento, fate qualcosa di bello e anche altri cominceranno a farlo!
Nella speranza che parlarvi di questo non sia stato tempo perso, vi ringrazio per essere arrivati fino alla fine.

Freedom Pentimalli

Annunci

3 pensieri su “Quale spazio per l’arte?

  1. Mi trovo d’accordo sul fatto che alcune arti debbano essere preservate e che queste stesse arti possano essere concrete opportunità di lavoro per i giovani. Però il problema del nostro territorio è che, almeno in campo artistico, istituzioni come l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, che io stesso ho frequentato, ed i vari licei artistici ed istituti d’arte, non hanno formato, ed a mio avviso non lo fanno tutt’ora, persone realmente competenti, che riescono quindi a riconoscere e a valorizzare la qualità ed il buon gusto che le arti artigianali, e non, necessitano per essere realmente competitive ed appetibili per un qualsiasi mercato.

    Mi piace

    1. Temo tu abbia ragione purtroppo. Ad ogni modo, iniziative isolate come le Porte Pinte possono servire da esempio e ispirare chiunque, non necessariamente persone competenti! Per l’artigianato locale c’è solo da sperare, temo, che i nipoti imparino dai nonni, finché un giorno si creeranno le condizioni perché venga valorizzata questa forma d’arte. Grazie per aver commentato!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...