A.S.D. Sant’Eufemia: i perché della retrocessione

Il mese che si è chiuso purtroppo ha lasciato amarezza, ancora una volta, per le sorti dell’A.S.D Sant’Eufemia. La squadra del nostro paese, che quest’anno ci ha rappresentato nel campionato di Seconda Categoria, non è riuscita ad ottenere la salvezza, retrocedendo così in Terza Categoria. Da sottolineare l’impegno del presidente G. Napoli e di tutti i calciatori, che fino all’ultima gara hanno trasmesso attaccamento alla maglia e voglia di raggiungere l’obiettivo. Ed io, che a causa di un brutto infortunio non ho potuto disputare praticamente tutta la stagione coi miei compagni, sento l’obbligo di dover analizzare i perché di questa mancata salvezza, che era in realtà ampiamente alla portata del nostro gruppo.
Senza entrare nei meriti delle scelte prettamente dovute a chi doveva scendere in campo, la cosa che forse è maggiormente mancata in questa sfortunata annata è stata la “serietà” o, per meglio definirla, la professionalità. Ed è mancata a tutti i livelli. Dal cambio di due allenatori, che ha portato all’insperata scesa in panchina del sempre presente G. Napoli nelle vesti di presidente-allenatore, alla mancanza di serietà dimostrata in molte occasioni dall’intero gruppo, reo di saltare spesso le sedute di allenamento. Ma, cosa ancor più grave, è mancata la fiducia di tutti, specialmente dell’ambiente, verso un gruppo che aveva tutte le carte in regola per disputare un ottimo campionato.

Tribuna
Tribuna del campo sportivo “Claudio Morisi”

Infatti, partita benissimo, la nostra formazione era riuscita a riportare al campo tantissima gente, entusiasta quest’ultima nel vedere finalmente il Sant’Eufemia giocare con dedizione e passione. Durante le prime giornate le nostre tribune erano stracolme e la possibilità di poter fare un’annata positiva erano ventilate da tutte le parti. Mi sento, dunque, di poter dire che se tutte queste premesse sono state disattese è soprattutto per un ambiente che col tempo è diventato bruttissimo, sia fuori che dentro al campo. Infatti, spesso e volentieri per la sciocchezza e gli atteggiamenti di pochi viene penalizzata invece la maggior parte delle persone, che viene al campo solo per tifare gratuitamente i colori della propria città. Ecco perché, con l’andamento della stagione, al campo c’era sempre meno gente che veniva a guardarci.
Allo stesso modo, molte volte in questa stagione, sul terreno di gioco è prevalso un comportamento astioso e spesso anche spocchioso. Atteggiamento, questo, che non solo ci è costato punti preziosi per la salvezza alla fine del campionato, ma, ancor peggio, si è ridotto ad alimentare quello a cui facevo riferimento prima, e cioè l’istigazione in tribuna a comportamenti facinorosi e imbecilli, con il conseguente allontanamento di chi, ovviamente, viene al campo solo per divertirsi.
In conclusione, quindi, essendo anche io, insieme ai miei compagni, alla società e a tutti i tifosi, responsabile di questo fallimento sia sportivo che, soprattutto in alcune occasioni, di buon senso civico, vorrei rafforzare l’idea di una squadra solida e costruita con serietà e professionalità. In questi giorni ci sono state le dimissioni da presidente di G. Napoli, il quale ha anche espresso un parere sul futuro che meriterebbe una piazza importante come Sant’Eufemia d’Aspromonte. Al di là dei costi da dover sostenere, quello che attualmente dovrebbe interessarci è ciò che a inizio stagione avevamo cominciato a costruire tutti insieme. Riportare l’entusiasmo al campo e rinvigorire il tifo per l’A.S.D Sant’Eufemia.
Nel nostro paese non mancano i talenti, sia a livello calcistico che umano. Valorizzarli, senza dover far richiamo a “oriundi” per la vittoria della causa, sarebbe il primo, doveroso, importantissimo passo per la ricostruzione. Auspicando che ciò, con l’aiuto di appassionati e non, si possa concretamente realizzare, rendo comunque onore e ringraziamento a tutti coloro che ci hanno sostenuto in questa stagione. Ai miei compagni, agli allenatori, al presidente e alla dirigenza, agli sponsor, all’Amministrazione comunale e a tutti i nostri tifosi, GRAZIE!

Jeremy Adami

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Un pensiero su “A.S.D. Sant’Eufemia: i perché della retrocessione

  1. Amare parole…. Evidente delusione di chi crede veramente nello sport..EX giocatore cresciuto nel campo dell’ Eufemiese vedere la sua squadra retrocedere è molto brutto, poi x chi crede e gioca x il suo paese è ancora peggio…..Peccato e dico alla gente che non capisce che lo sport è salute e benessere x la persona e le persone che lo praticano.Un saluto grande da parte mia a tutti quei sportivi che credono nello sport è mi auguro che si possa trovare una societa’ che simpegna a sequire la squadra, perche’ una squadra c’è se c’è una buona societa’.

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